Emergenza Economica: NON si arriva a fine mese!
VEDI ANCHE LETTERA CAPODANNO 2008
2008 GOVERNO BERLUSCONI
L'ottimismo di Berlusconi ha vinto le elezioni politiche, e il IV Governo Berlusconi si è appena insediato. La grande novità è che i Partiti sono solo 5 o 6: è davvero una nuova esperienza per tutti noi, sicuramente positiva. Ormai era l'ultima spiaggia, e l'Italiano l'ha capito: si naviga a vista, non c'è spazio per i fasti di 40 partiti. Siamo arrivati addirittura a prendercela con i ROM (non è stato un bel gesto ed è ipocrita e pericoloso aizzare le masse).
L'Europa dov'è? Il benessere ha reso l'Uomo stupido?
Santa Pazienza, la situazione economica è tutta in salita e, come al solito, la paghiamo noi: la finanza internazionale infatti è tracollata, il prezzo del petrolio è fuori controllo - e questa è davvero una grave minaccia alla sicurezza dell'intero pianeta -, mentre avanza la paura che l'unica risposta che si voglia dare a questa crisi è ancora...la Guerra, Guerra, Guerra......stavolta all'Iran? La produzione industriale italiana era già a zero, il potere di acquisto pure. L'Alitalia è al collasso, il costo dei trasporti pure, Napoli sprofonda nella 'monnezza', le micro-piccole imprese familiari sono abbandonate a se stesse, i distretti industriali vivacchiano, i figli di migliaia di impreditori falliti stazionano nei bar della nostra bella provincia, seppure in sella ad un SUV finanziato dalla banche. Si osserva e si subisce un'immagine desolante, internazionale, la società del benessere sembra un cumulo di macerie, mentre da noi continua a prosperare una Casta decotta, di circa 500.000 persone che si 'tutelano' i loro stipendi - e quelli dei dipendenti pubblici. Intanto nel privato un sindacato ormai fallimentare parte l'assalto agli straordinari detassati, per lavorare tanto, il doppio, solo chi ha già il lavoro e solo per sbarcare il lunario....e pagare le altre tasse, le bollette e le banche (con buona pace del lavoro per tutti, per le donne e per i giovani). E' un immagine medievale, di crollo dell'Impero, che ci costa molto cara per quello che produce: malessere sociale, sprechi inverosimili, innovazione zero, qualificazione inesistente, ma tante, tante, tante TASSE.
Allegria, ma l'Europa dov'è? La speranza...il sogno qual'è, oggi? Magari la nuova guerra all'Iran, con ancora tante vittime innocenti di popoli affamati e già allo stremo?
Bisognerebbe darsi un regolata, per prima cosa, e chiedere all'Europa una 'politica' che non c'è. Altro che pacifisti...può mai essere la guerra ai poveri....la soluzione? Se abbiamo bisogno di fargli guerra - dato che sono poveri - vuol dire che abbiamo sbagliato tutto: forse troppo benessere ci ha reso stupidi?
Il quadro economico italiano in sintesi: due punti nevralgici
Più in particolare, il quadro economico Italiano ci propone una situazione sempre pessima, che è caratterizzata da due parametri fondamentali, sufficienti a dare il senso pieno della mancanza di rotta e di prospettiva:
a) SBILANCIO FINANZIARIO ENDEMICO - da molti anni l'Italia investe più di quanto risparmia, il che vuol dire che si sono comprate tante case ma non ci sono più liquidi in circolazione;
b) UTENZE SCADENTI CHE VALGONO UN PUNTO DI PIL- è scadente la qualità del servizio delle utenze telefoniche, energetiche, ambientali, bancarie. trasporti etc. e, considerando che la base produttiva del Paese e costituita di micro-piccole imprese, TUTTE utenti finali, ciò vuol dire che il punto di PIL che ci manca ogni anno nei confronti dell'Europa dipende quasi esclusivamente da questa inefficienza intollerabile per un Paese indutrializzato: il Paese non è in 'rete'. E ci parlano di 'meritocrazia'......!! Se la Telecom ancora oggi ci mette due mesi per collegare una ADSL, quando arriveremo in fondo al tunnel?
Come fare sviluppo senza liquidità e senza utenze? Questo è il mistero dei maghi della politica: professionalità, giovani, internazionalizzazione, innovazione, coesione sociale......? Ahh....se ci ascoltassero un pò di più.......invece di correre dietro alla poltorne.
Tanti Auguri al nuovo Presidente!
2006-2007 GOVERNO PRODI
Finalmente Prodi a detto di no ad Almunia! Visto ciò che abbiamo pubblicato a primavera qui sotto, questa è davvero una notizia: leggere qui di seguito per avere una idea corretta dei motivi del nostro stupito gradimento.
Banche, Legge Finanziaria, Liberalizzazioni, Programmi del Governo e altro....ma noi stiamo sempre peggio.
Il Programma dell'Unione - che fu elaborato in una 'Fabbrica del Programma' per redigere 281 pagine - in realtà è la fotocopia della relazione IMF Fondo Monetario Internazionale sull'Italia, dei primi del 2006, con riferimento al periodo. Quindi il programma del Governo è il programma delle banche. Un modo per tenersele buone?
Tra i Diktat all'Italia indebitata, da parte dell'IMF che è il portavoce del MONOPOLIO politico delle banche, ci sono le LIBERALIZZAZIONI che tante proteste stanno facendo salire nel paese, dato che toccano tassinari, benzinai e professionisti che certo non sono le forze monopoliste. Monopoli che invece sono proprio le banche, il petrolio e filiera chimica/biotech, l'informatica ed i media, che stanno realizzando la globalizzazione selvaggia a cui assistiamo impotenti e che è portata avanti a discapito degli Stati, che sono sempre più indebitati. E che promuove le finte guerre, contro popolazioni di civili che noi vediamo massacrati tutti i giorni all'ora dei pasti, di fronte alla TV. Tutto questo mentre all'ONU le nostre partite IVA di impresa familiare sono considerate 'finanza etica', dando al nostro Governo ben altri strumenti di negoziato!
Sulle PROFESSIONI abbiamo preso posizione perchè l'eliminazione del minimo di tariffa lascia gli utenti nell'impossibilità di stabilire quanto debbano costare, e passate esperienze insegnano che ciò favorisce solo la grande impresa che ha forza contrattuale, ma l'aumento per noi sarebbe molto sensibile. Inoltre Bruxelles ha emanato una direttiva 2005/36CE equilibrata in materia di professioni, che sarebbe bene recepire prima di fare leggi di riforma di un settore cosi delicato ed importante per la Tutela dei Principali Diritti Costituzionali dei cittadini ed utenti.
Nel 2005 Assoconsumatori redige un documento di politica economica per via della grave crisi dei consumi dopo l'euro, dovuta alle politiche deflattive conseguenti all'introduzione dell'Euro, che viene discusso nella Commissione di politica economica della Margherita, con alcuni Onorevoli ora al Governo, ed in presenza di Cisl, Confindustria, ed altre parti sociali.
Nel 2006 la relazione fu demandata al Cer&s, Centro Studi di Assoconsumatori, essendo salita la preoccupazione per la caduta di ben due Ministri delle Finanze in pochi mesi, e per una dura campagna contro il Governatore Fazio che era sospetta, perché a Dicembre scadeva la convenzione cinquantennale di Banca d'Italia con lo Stato Italiano.
Come si può leggere nei testi linkati, tali nostre relazioni di politica economica sono state ascoltate e per molti versi attuate, tuttavia il Paese sembra fuori dalla discussione internazionale sullo sviluppo compatibile, molto provinciale con una borsa asfittica ed un monopolio delle bance sull'economia che è origine di una grave mancanza di trasparenza. In questi ultimi 20 anni, l'associazionismo mondiale ha aperto un negoziato all'ONU, che contempla politiche finanziarie statali e bancarie di cui si è detto sopra, che riportino il credito alle attività che producono benessere, e non solo alla speculazione fine a se stessa.
Nel 2007 il nostro Centro Studi ha sviluppato un programma di formazione degli utenti - in base ad una esperienza di venti convegni in 4 anni - utile a tutte le famiglie italiane, siano esse di impiegati o di impresa familiare, nel settore delle banche come delle telecomunicazioni, dell'acqua come dell'ambiente, perchè oggi la formazione è il motore dell'economia politica.
Inoltre, è la qualità dei servizi di utenza - e l'efficacia di utilizzo degli stessi - che determina il progresso economico e sociale, individuale e del Paese, dell'ambiente come della qualità della vita. Lo standard italiano è molto arretrato perchè il normalmente il livello generale della qualità si innalza in relazione al mercato delle utenze cosiddette 'affari', che purtroppo sono da noi sono estremamente polverizzate e quindi si fatica a far alzare il livello nonchè a diffondere innovazione e competizione sulla qualità. Per tale motivo si l'associazione svilupperà un piano nazionale di formazione del territorio e delle famiglie, in collaborazione con Università e professioni.
Restiamo molto preoccupati per la assoluta carenza di governo dell'economia italiana: con questo debito pubblico dovremmo avere una classe dirigente che non abbiamo. Siamo ancora un popolo ricco, ma non stiamo impegnando le grandi risorse culturali e professionali che abbiamo per dare qualità e competitività al sistema. Tutte le iniziative prese sono dei veri fallimenti e totalmente contrarie agli obbiettivi. Anzichè lanciare un grande programma di formazione e di competenze appoggiato alla grande tradizione delle nostre professioni, si pensa addirittura di cancellare gli Ordini, che sono presidio di tutela del sapere.